La semantica non è un’opinione: Chicco e il Baby Boom.

2018: per la prima volta Chicco esce dal seminato del suo brand. Una tragedia?

Io non credo.

Non credo perché l’opinione pubblica è divisa, ma all’occhio del social media coso risaltano immediatamente le reaction solamente positive – o al massimo, ilari – al post pubblicato sulla pagina del brand

 

chicco 1

 

Poi ok, nei commenti c’è chi argomenta quanto la pubblicità sembri uscita dall’istituto Luce, quanto sia antifemminista, e in generale quanto di cattivo gusto. Uno 💩 shitstorm  💩 da cui il Community Manager cerca di difendersi come può, perché è suo dovere farlo, perché è il suo mestiere. Che altro deve fare, poveretto?

Nel marasma generale, un buon numero di italiani appoggia la causa e sostiene il Community Manager con delle personalissime giustificazioni: W la normalità, W la famiglia tradizionale… madò raga, siamo nel XXI secolo.

Abituati alla sigla “Chicco, dove c’è un bambino”, lo spot che lega i mondiali di calcio, il calo delle nascite e la dubbia richiesta “Fatelo per l’Italia” (come se gli italiani figliassero di meno perché gli Azzurri hanno smesso di tirare pallonate prima di cominciare) confonde noi pubblicitari.

Ho una reco: scrivere questo articolo e farlo in maniera obiettiva e con tono sarcastico. Accattatevi intanto il video qui.



Dunque, partiamo dal Visual:

Calcio esultanza- gente sola al bar che piagnucola – pancioni e neonati – bimbi belli e ridenti -adulti struscionpomicioni.

Insomma, un carosello di roba varia ma che, per la positività generale del messaggio contenuto, può trasmettere anche una certa simpatia.

Durata del video discutibilmente lunga, in un mondo dove dopo 30’’ cala inesorabilmente la palpebra.

tenor



Lato Voice Over, non posso esimermi dal mettermi le mani nei capelli. L’incoerenza dei copy regna sovrana.

1) “…ogni mondiale vinto, per finire sempre col BABY BOOM.” pare siano fake news. E questo è il meno, perché con un tone of voice trionfalistico ci sta anche. Purtroppo però, qualcuno ci crede.

2) “…una pioggia di neonati che ci ha allagato di ottimismo” – può giusto allagare di ottimismo chi vende prodotti per bambini, perché se prendessero parola molte ragazze madri o madri sole, risponderebbero che l’ottimismo l’ha cattato Gianni in Unieuro, ed è sparito portandolo con sé. 🤱

3) “Abbiamo bisogno di bambini. Migliaia, milioni, trilioni di bambini.” – è un’affermazione cui dovrebbe rispondere il Fedez del “Vorrei, ma non posto”, ma Fedez c’ha da fare con Leone, e dunque rispondo io. Io che mi chiamo Fede senza Z finale, dico che anche volendo, il 30% dei giovani italiani in età fertile è disoccupata, e chi è occupata si ritrova coinvolta in un vortice di stage e tirocini finché arriva a 28-30 anni, e magari si apre l’ipotesi di apprendistato, magari l’apertura della partita iva, magari la chiusura della May del Regno Unito, dove almeno, fino a ieri, si poteva ripiegare nella ristorazione. Perché lo sanno anche i muri che gli italiani la cucina l’hanno nel DNA (io no. E a questo punto ho il dubbio di non essere manco troppo italiana.).

4) “Bambini che ci aiuteranno a crescere, portando l’Italia dov’è giusto che stia.” – e scusate, dove dovrebbe stare? In mezzo alla Foresta Amazzonica? Non è che sia un vanto avere un numero duplitriplicato di giovani, se le risorse scarseggiano. L’equazione rischia di essere questa: più bambini = più futuri cervelli in fuga. Sistemate prima l’assetto socioeconomico, dateci un vero Welfare, e poi ne riparliamo.

5) “Facciamolo tutti, l’uno con l’altro.” – è un invito alla promiscuità. Mi avvalgo della facoltà di non procedere oltre, per non scadere nella fiera delle ovvie osservazioni.

6) “Facciamolo per amore, o semplicemente per il piacere di farlo.” – ooooh! Stavate parlando di bambini una line più in là, adesso di che cosa stiamo parlando? Perché fare figli per il piacere di farli? O forse stavate parlando di sesso, e se così fosse sarebbe coerente con gli adulti struscionpomicioni che la fanno da padrone per l’ultimo terzo di video.


 

Parere personale? Non lo trovo duciano. Mussolini si sarebbe dissociato da tutte le coppiette copulanti piazzate in seguito a una carrellata di pupi in fasce. Non sarebbe stato decoroso.

Anche quel “Facciamolo per l’Italia”, l’invito finale a coccolarsi di più per dare alle corporation un nugolo maggiore di futuri clienti, suona poco chiaro. Per quale Italia dovremmo figliare? Per quella di Salvini e di Maio? Per quella di Buffon e Marchisio?

tenor (2)

La mia condanna è chiara: di questa pubblicità non si capisce una mazza. Ed è probabilmente per questo, per essere riusciti a riunire sotto lo stesso concept creativo sesso, lacrime e stronzate buzzfeed, che praticamente sui social non si chiacchiera che di Chicco.

‘Sto Baby Boom è così puramente trash che la vena italiana si vede. Mussoliniani, salviniani o pastafariani, si vede. Si vede anche che taglia trasversalmente il brand, la cui immagine è da sempre bimbo-centrica. Gli adulti struscionpomicioni sono debrandizzanti allo stato brado, ma di sicuro avranno fatto emozionare qualche lettrice di romanzi rosa, grigi, rossi, neri.

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